PiattaformeA cura di SooSimpleStore

Migrare un e-commerce senza perdere il posizionamento

Cambiare piattaforma o rifare il sito può azzerare anni di SEO. Indirizzi, redirect, contenuti e controlli: il piano per migrare senza perdere traffico dalla ricerca.

Migrare un e-commerce senza perdere il posizionamento

Una migrazione è il modo più rapido per perdere traffico organico dall'oggi al domani. Non perché il sito nuovo sia peggiore, ma perché gli indirizzi vecchi smettono di rispondere e con loro se ne va ciò che Google aveva imparato su di te. Si evita con la preparazione, non con la fortuna.

Prima di toccare qualcosa: fotografa l'esistente

Prima del lavoro serve la base di confronto. Esporta l'elenco di tutti gli indirizzi (da una scansione del sito, dalla sitemap, da Search Console e dall'analisi del traffico), segna le pagine che portano visite e quelle che ricevono link, e salva titoli, descrizioni, intestazioni e dati strutturati. Senza questo, dopo il lancio non saprai cosa è cambiato.

La regola degli indirizzi: se puoi, non cambiarli

Mantenere la stessa struttura degli indirizzi è la scelta più sicura. Quando proprio devono cambiare, serve una mappa dei redirect 301: ogni vecchio indirizzo punta alla pagina nuova più simile, uno a uno. Mandare tutto sulla home non è un redirect, è una cancellazione. Attenzione anche alle catene (A porta a B, che porta a C): ogni passaggio in più è tempo perso e segnale disperso.

Cosa deve arrivare identico (o meglio)

  • Testi di categorie e schede, titoli e descrizioni.
  • Struttura dei link interni, che nel sito nuovo spesso si semplifica troppo.
  • Dati strutturati, tag canonical, versioni linguistiche, sitemap.
  • Immagini, con testo alternativo e, se cambiano indirizzo, con i loro redirect.

Prima del lancio: le prove sul sito di test

Con il sito nuovo ancora nascosto, fai una scansione completa e confrontala con quella dell'esistente: stesse pagine, stessi titoli, stesse intestazioni, stessi dati strutturati. Prova la mappa dei redirect su un elenco di indirizzi veri e verifica che ognuno arrivi alla pagina giusta in un solo passaggio. Poi controlla a mano un campione di pagine chiave: categorie principali, schede più visitate, contenuti che portano traffico. Infine il percorso di acquisto completo e il tracciamento, con il banner dei cookie attivo.

L'errore più comune: il blocco dimenticato

Durante lo sviluppo il sito nuovo vive su un indirizzo di prova, nascosto ai motori di ricerca con un'istruzione di blocco. Il giorno del lancio quell'istruzione va tolta. Capita più spesso di quanto si creda che resti lì: il sito è online, funziona, e Google non lo vede. Controlla il file robots e le istruzioni di indicizzazione subito dopo la pubblicazione, non il giorno dopo.

Il lancio e le settimane successive

  • Scegli il momento. Non a ridosso dei picchi di vendita, come spiegato in preparare il Q4 e il Black Friday.
  • Verifica il giorno stesso. Redirect attivi, sitemap inviata a Search Console, tracciamento degli acquisti funzionante, pagamenti ed email di conferma provati, velocità da telefono.
  • Monitora. Errori 404 e di scansione, pagine indicizzate, posizionamento delle pagine chiave, traffico organico rispetto alla base che hai salvato. Le piccole oscillazioni sono normali; un calo che dura chiede un intervento, e il confronto ti dice dove.
  • Non togliere i redirect dopo qualche settimana. Tienili il più a lungo possibile: i link esterni e la memoria dei motori ci mettono mesi ad aggiornarsi.
  • Tieni un piano per tornare indietro. Conserva copia e accessi del vecchio sito per qualche giorno dopo il lancio: se emerge un problema grave, devi poter decidere in fretta.

Se cambia anche il dominio, in Search Console c'è lo strumento di cambio indirizzo, e il vecchio dominio va tenuto attivo per i redirect.

Una migrazione ben fatta non si nota. Se dopo il lancio devi spiegare perché il traffico è sceso, il lavoro importante era quello che non è stato fatto prima.

Cosa fare adesso

Prima di decidere di rifare il sito, vale la pena capire se serve davvero: ne parliamo in quando rifare il sito. Il nostro audit gratuito ti dà in cinque minuti il quadro del sito di partenza, e la pagina sull'e-commerce su misura spiega come impostiamo un progetto di questo tipo.

Continua a leggere

Altri approfondimenti.

WhatsApp